La riforma del bilancio europeo è cruciale per cambiare il ruolo dell’Europa e l’Italia sta portando avanti, con la Germania e non da sola, una proposta in vista del negoziato per il prossimo quadro finanziario pluriennale dell’Unione Europea: il finanziamento di “beni pubblici comuni” europei.

In un documento congiunto con il Ministro delle finanze tedesco, Peter Altmaier, propongo un aumento delle risorse, da destinare a 6 beni pubblici cruciali per la vita dei cittadini europei: la gestione delle frontiere (con il controllo dei flussi migratori e il soccorso dei migranti), la sicurezza interna ed esterna incluse la lotta al terrorismo e la cybersecurity, la difesa comune, i progetti di investimento che coinvolgono diversi paesi membri, la promozione dell’identità europea specie tra i giovani con programmi Erasmus, la protezione dell’ambiente e del clima.

Non si tratta di 6 spot, sono temi che come Governo italiano abbiamo già proposto in Europa, soprattutto nel position paper italiano del dicembre scorso perché pensiamo che queste politiche trarrebbero benefici da gestione e finanziamento a livello europeo, assicurando un utilizzo efficiente delle tasse pagate dai nostri cittadini e dalle aziende.

Per farlo vogliamo però riformare la “politica di coesione” per gestire i fondi europei con procedure semplici, incentivando le riforme e introducendo criteri sociali per la distribuzione dei fondi. 6 beni comuni per i cittadini europei e una nuova coesione, perché il futuro non si improvvisa. Si prepara insieme.


 

Le prossime negoziazioni saranno condizionate dall’impatto della Brexit e dall’impellente necessità di allineare risorse finanziarie scarse agli obiettivi dell’Unione Europea, in un contesto economico e geopolitico che richiede ambizione e capacità di far fronte agli interessi prioritari e alle aspettative dei cittadini dell’Unione. La Brexit dovrebbe essere considerata come un’opportunità per ridisegnare il bilancio dell’UE al fine di trasformarlo in uno strumento europeo per rispondere alle sfide odierne.

  1. Sei aree in cui il budget dell’Unione può fare di più e meglio: i beni pubblici europei

Esistono importanti politiche che gli Stati membri non possono attuare completamente da soli e che devono essere affrontate a livello europeo. Il bilancio europeo deve, quindi, essere riorientato in modo da poter finanziare tali beni pubblici europei e assicurare un utilizzo efficiente delle tasse pagate dai nostri cittadini e dalle aziende. Un’azione politica a livello europeo, anche in termini di co-gestione e/o co-finanziamento, si renderà particolarmente necessaria nelle seguenti aree, che chiaramente identificano beni pubblici europei:

  1. Gestione delle frontiere europee: i crescenti flussi migratori e le crisi politiche richiedono una risposta europea rafforzata. Ulteriori azioni comuni saranno cruciali per gestire in maniera più efficace le migrazioni ai confini comuni;
  2. Difesa: una cooperazione europea rafforzata nel settore della difesa, supportata da un Fondo Europeo per la Difesa (FED) può creare considerevoli sinergie e favorire l’uso efficiente delle risorse attualmente disponibili. Nel quadro dei limiti legali in essere, il bilancio dell’Unione deve riflettere tale priorità politica e svolgere il proprio ruolo nel finanziamento della difesa;
  3. Sicurezza: una politica di azione comune è necessaria per garantire l’effettivo sviluppo di strutture (capacità) per la sicurezza interna ed esterna, inclusa la cyber-security e la lotta contro il terrorismo;
  4. Iniziative di investimento comuni, incluso il Fondo Europeo per gli Investimenti strategici (FEIS) e il Meccanismo per collegare l’Europa (MCE o Connecting Europe Facility), con un focus sulle iniziative transfrontaliere, che possano stimolare il potenziale di crescita e contribuire al completamento del mercato unico in termini di Unione dell’Innovazione, Unione Digitale e Unione energetica;
  5. Rafforzamento della cittadinanza europea: programmi dell’Unione che investono sui giovani e sulle generazioni future sono cruciali per rafforzare l’integrazione tra gli stati membri. Le risorse dovrebbero essere mobilizzate per promuovere la mobilità europea, nello specifico tramite i programmi Erasmus – e per lanciare nuove iniziative culturali transnazionali, contribuendo allo sviluppo di un vero senso di cittadinanza e di identità europea;
  6. Protezione climatica: una protezione sostenibile del clima e dell’ambiente è un elemento chiave per l’Unione Europea e richiede un approccio coordinato a livello europeo.

2. Riformare la politica di coesione

La politica di coesione è determinante per ridurre le disparità socio-economiche e per stimolare la convergenza economica, così come per garantire un regolare funzionamento del mercato interno dell’Unione. Al fine di migliorare il suo contributo alla realizzazione di questi obiettivi, occorre introdurre delle riforme, secondo le linee guida di seguito indicate:

  1. Le procedure amministrative dovrebbero essere semplificate;
  2. Il bilancio dovrebbe essere sviluppato passando da un sistema che privilegia un approccio puramente di spesa a uno orientato al risultato;
  3. Le risorse dei contribuenti europei dovrebbero essere utilizzate per supportare lo sviluppo di progetti di investimento, al fine di sostenere la crescita e l’occupazione negli Stati membri. Questi ultimi potrebbero beneficiare del servizio di supporto alle riforme strutturali della Commissione e dell’assistenza tecnica BEI per disegnare progetti in maniera efficiente, nel pieno rispetto della sovranità nazionale. A livello nazionale, i fondi strutturali potrebbero essere utilizzati anche per sovvenzionare progetti che diano seguito alle raccomandazioni specifiche per il Paese formulate nell’ambito del Semestre europeo, in maniera coerente con le tempistiche di attuazione delle riforme. Il principale obiettivo dei fondi strutturali dovrebbe diventare quello di finanziare progetti nazionali e regionali che permettano l’aumento della competitività e del potenziale di crescita. Attraverso un miglior utilizzo delle risorse esistenti, il bilancio dell’Unione può incoraggiare la convergenza economica e contribuire a realizzare un’Unione economica e monetaria forte;
  4. I criteri di eleggibilità dovrebbero tener conto non solo del PIL pro capite ma anche di indicatori sociali nonché di indicatori che riflettano la solidarietà;

Di fronte a queste sfide, al momento della discussione sull’ammontare totale delle risorse finanziarie, l’Italia e la Germania sarebbero disponibili a considerare un aumento di importo limitato, a patto che siano rispettate le seguenti condizioni:

  • Il bilancio dell’Unione dovrebbe essere riorientato al finanziamento dei beni pubblici europei (si veda quanto descritto sopra). Questo dovrebbe permettere al carico fiscale complessivo sui cittadini non di aumentare ma, anzi, di essere lievemente ridotto;
  • Il lato della spesa del bilancio ancora finanzia in larga misura gli obiettivi di coesione, ma l’efficacia della politica di coesione deve essere migliorata. Fondamentale a questo scopo sarà concentrare le risorse su investimenti e progetti di riforma che aumentino la crescita, la competitività e la produttività nelle regioni più deboli.