Aggiornamenti

Nel corso della legislatura ormai completata, il Parlamento ha realizzato alcune leggi capaci di fare progredire la nostra comunità.
Penso alle norme sul testamento biologico, sulle unioni tra persone dello stesso sesso, sulle disposizioni per garantire assistenza alle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare. Sono temi dei quali non mi occupo direttamente ma sono orgoglioso di aver fatto parte delle istituzioni in una stagione nella quale sono maturati questi progressi.

L’economia non è tutto, infatti, però una crescita economica sostenibile e inclusiva è la condizione che consente di aumentare il benessere dei cittadini, a partire da quelli che si trovano ad affrontare le difficoltà più gravi. La rimozione degli ostacoli all’uguaglianza sostanziale è l’impegno che l’articolo 3 della Costituzione ci impone e a mio avviso dev’essere il perno di una politica progressista. Sono convinto che sia possibile ridurre le diseguaglianze nei redditi e nelle opportunità che rendono il nostro paese uno dei più iniqui dell’Occidente. È una questione di equità ma anche di opportunità perché secondo numerosi studi i paesi dove la crescita è più equa si sviluppano più rapidamente.

L’accesso a servizi a sostegno della salute e, soprattutto, a un efficace sistema scolastico-universitario sono essenziali per assicurare una vita dignitosa ma anche per migliorare la qualità della nostra democrazia. La tolleranza delle minoranze e la disponibilità al confronto sincero tra opinioni diverse trovano sempre meno spazio nel dibattito pubblico. Così non possiamo e non dobbiamo andare avanti. Dobbiamo liberarci di queste tossine investendo in cultura e innovazione, senza le quali rischiamo di smarrire il senso delle istituzioni. Solo mettendo in campo una strategia articolata e migliorando la governance delle istituzioni politiche potremo affrontare gli ostacoli che storicamente bloccano lo sviluppo civile, sociale ed economico del nostro paese.

L’inefficienza dell’amministrazione pubblica o la criminalità organizzata, così come le nuove sfide poste dai nuovi scenario geopolitici o i cambiamenti climatici non si cambiano con la bacchetta magica. Servono un impegno costante e paziente perché il futuro si può costruire ma non s’improvvisa.